giovedì 9 maggio 2013

Road to Pompeii


Molti di voi avranno saputo che il ministro per i beni culturali Massimo Bray, in visita privata presso gli scavi di Pompei, è incorso in quello che per un utente occasionale è un contrattempo, ma per un pendolare è il minimo che gli possa capitare: il blocco della Circumvesuviana. Chi conosce la storia, sa anche come il ministro, che sostiene di essere stato riconosciuto, sia riuscito a raggiungere gli scavi grazie ad un passaggio raccattato non si sa come. Ecco, questa notizia ha scatenato la solita ridda di lamentele dei pennivendoli critici, sempre pronti al dileggio del lodevole trasporto campano e di tutti i disagi che affrontano ogni giorno i viaggiatori. In realtà, provvisti di sana onestà intellettuale, possiamo provarvi che trattasi di buona notizia. 
Innanzitutto, esiste un ministero per i beni culturali in Italia, e c’è pure un ministro, che è cosa non da poco. Secondo, il ministro è stato riconosciuto addirittura da una viaggiatrice, il che e' paragonabile solo ad una apparizione mariana se solo pensate che il 99% di coloro che hanno letto “Massimo Bray”, avranno pensato “E chi cazz’è?” .
In ultimo, per i più pignoli, pensate alla più bella notizia nella notizia. E' vero che la Circumvesuviana ad un certo punto si è fermata, ma questo significa che prima camminava. Questa eventualità, ben più surreale del riconoscimento del ministro, e' effettivamente accaduta. 
Tutto il nostro rammarico va al povero ministro Bray che, ce ne rendiamo conto, non deve essersi avveduto di tutte le buone notizie alla sua portata. Pare sia sceso dal treno a Torre del Greco e sia arrivato a Pompei con l'auto-stop. Quale super-potere abbia messo in gioco per ottenere un passaggio contando sola sulla sua zazzera bianca mittel-europea, non e' dato sapere. Ma gli va riconosciuto l'ardimento d'aver fatto l'autostop a Torre del Greco e la fortuna d'essere arrivato in loco tutto d'un pezzo.
Ma l'ennesima buona notizia e' un'altra. Il lodevole Bray e' riuscito ad ottenere le scuse e, udite udite, una giustificazione dalla Circumvesuviana. Non proprio dal treno in persona ma dalla Direzione della stessa. Una vendetta per tutti i pendolari che hanno speso ore di accese, quanto inutili, discussioni chiedendo ai pochi controllori superstiti un banale "Perché?". Curiosità che veniva soddisfatta al più con una scrollata di spalle. Lasciando all'immaginazione degli odierni Willy Fogg, intenti a compiere il loro giro della provincia in meno di 180 minuti, figurare la comparsa di mostri danteschi ghiotti di traversine o l'esistenza di gallerie spiritose che si smaterializzano a sorpresa.
Invece la CIRCUM si e' scusata incolpando prosaici vandali, che avrebbero rotto dei finestrini a Sorrento. Un po' deludente, riconosciamolo. E no. Non ci chiederemo come si possa per un finestrino rotto di un treno fermarne un altro che i finestrini ce li ha sani (noi credevamo che i deragliamenti fossero più complessi). Né quali poteri occulti la finestra rotta scateni pur di arrestare un convoglio a circa 40km di distanza dal luogo dove sono i cocci. Se lo facessimo potremmo finire per trovare qualche cattiva notizia.