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venerdì 8 marzo 2013

Curriculum Vitae


Napoli è la città dell’arte di arrangiarsi, questo è noto ed arcinoto. Anzi, considerando quanto quest’arte sia radicata nel DNA indigeno, si può dire che la città stessa sia un sinonimo dell’arrangio in tutti i campi. Arrangiarsi, lo sappiamo, è la prima regola lavorativa in un posto dove cercare di guadagnarsi la pagnotta non è mai stato facile, nei secoli dei secoli, ma si allarga a qualunque altro campo, dall’elaborazione dei motorini a basso costo, fino alla copia dei compiti a scuola. Per queste ragioni, ci fa davvero strano che il buon Oscar Giannino non sia nato a Napoli. Sia chiaro, nessuno si scandalizza perché qualcun altro ha scritto delle cazzate su un curriculum vitae, tutti noi abbiamo barato almeno una volta, attribuendoci “elevatissima capacità di lavoro in gruppo e risoluzione dei problemi”, omettendo di spiegare il fatto che per “lavoro in gruppo” intendevamo l’esecuzione della Macarena in compagnia di due cugini e per “risoluzione dei problemi” intendevamo la capacità di risolvere quesiti matematici contenenti una divisione massimo a due cifre. Allo stesso modo tutti abbiamo millantato una “eccellente conoscenza dei principali software specialistici”, ben sapendo che è una frase che fondamentalmente non vuol dire una cippa, o un “ottimo inglese, scritto e parlato”, quando al massimo il nostro vocabolario comprendeva quattro parole: play, stop, rew e ffwd, abbreviati come da stereo allegato. Quello che però ci manda letteralmente in visibilio, non è l’aver millantato (o equivocato su) dei titoli importanti quali due lauree ed un master, perché ormai è una pratica talmente diffusa a livello politico, da risultare quasi banale. Il vero tocco di classe, il colpo di genio, il gol in rovesciata da centrocampo è l’aver vantato una fantomatica partecipazione allo Zecchino d’oro, per di più sotto falso nome. Decenni di politica da saltimbanchi sembravano aver esaurito la vena comica dei nostri proto-onorevoli e invece, come un fulmine a ciel sereno, Giannino ha cambiato la storia dell’auto-referenziazione, ha rotto gli argini dell'incredibile per sfociare nell’immenso. Da questo momento, sul curriculum, ognuno può scrivere il cacchio che gli pare, senza avere più limiti, né di fantasia, né di decenza. Prendiamo ad esempio Antimo, 22 anni, sei dei quali passati a fregare portafogli ai turisti nei decumani: chi potrà impedirgli di scrivere nel curriculum (sempre ammesso che ne compili mai uno) “Addetto al servizio di informazione ed accoglienza turistica”? E di Titina, da oltre vent’anni gestrice di una casa d’appuntamenti popolata da maitresse d’oltre balcani, vogliamo parlarne? Per lei, come minimo si può parlare di “Pluridecennale esperienza nella gestione d’impresa e delle risorse umane, con particolare attenzione ai rami dello scouting e del recruitment”. Sasà, subappaltatore a cottimo sin dall’infanzia, specializzato nella pitturazione di interni, potrà sicuramente vantarsi di aver lavorato dal 1985 al 2013 come “Gestore di processi di outsourcing in piccole e medie imprese a gestione familiare”, mentre Lino, che si è reinventato da pochi mesi autista di un pulmino abusivo sulla tratta Piazza Dante - Miano ad € 1,00 a corsa, potrà definirsi “Titolare ed amministratore Unico di un’azienda specializzata nel trasporto charter e low cost su gomma”. Alla fine, non possono mancare all’appello il buon Totonno, stracciafacente da parte di padre, in diritto di scrivere di sé  “Consulente in trading” e il mitico Enzuccio, strozzino per la polizia e cravattaro per il volgo, che potrà definirsi “gestore di un’agenzia specializzata in subprime lending” sul suo curriculum. Non c’è che dire, forse questa tornata elettorale non ci avrà fornito un governo, ma di sicuro ha aperto una nuova era per chi è alla ricerca di un lavoro. E se ve lo diciamo noi, che abbiamo vinto già 2 volte Sanremo, lavorato con Andy Warhol e inventato il frigorifero ad energia solare, potete crederci. 

domenica 21 ottobre 2012

La scuola espiatoria

Che siate andati a Scuola nel profondo Nord, in uno scantinato di Forcella, in un Trullo o dentro un Nuraghe, la metà dei vostri insegnanti erano meridionali. E quasi sicuramente almeno uno veniva da Napoli.
C'è da capirli i leghisti quando li vogliono rispedire a casa.
Non solo sono terroni, ma vogliono pure insegnargli qualcosa. La ricetta perfetta per ridurgli l'elettorato.
La categoria degli insegnanti è una categoria meridionale. Per questo ne parliamo.
Indi, maestri del Nord, rassegnatevi. Anche se avete natali a Vigevano, se non avete mai esercitato sotto il Piave e neanche sapete cos'è la “rucazione”, entrando nella categoria degli insegnanti siete divenuti meridionali.
Non ci credete?
Ora ve lo provo.
Quando i giornali parlano di voi, è perché uno di voi si e' macchiato di crimini: sevizie ai minori, percosse d'infanti, furti di merendine. Qualunque cosa capiti all'interno della classe è sempre rigorosamente colpa di un maestro o al piu' di un direttore. Che è comunque solo un mastro che s'illude d'aver fatto carriera.
Se è un ripetente di 90Kg a rompere un dente al compagno, questo non giustifica la colpevole inazione della maestrina che arriva a 40kg col cappotto.
Ma ora arriva il bello, perché se una volta il docente che metteva un'insufficienza all'alunno causava un brutto quarto d'ora allo studente, ora rischia seriamente di causarlo a se stesso.
“Mio figlio è un genio”. E' questo il concetto che aleggia inattaccabile nella mente dei genitori, con la forza dogmatica di una rivelazione mariana. Le ore che il discolo passa davanti allo schermo e la sua incapacità di esprimersi con frasi più lunghe di un monosillabo, non possono scalfire la fede del parente.
Se il 'criaturo' ha preso 4 la colpa è chiaramente dell'insegnante. E non bisogna credere che siano solo bruti insensibili e con precedenti penali, abili ad esprimersi solo con le nocche, a far proprio questo atteggiamento. Invece donne distinte ed impellicciate con binocoli da teatro nella borsetta, sono pronte a giurare che la progenie passa le notti a studiare. Perché e' questo che pensano faccia il figlio quando guaisce di notte chiuso in camera davanti al PC.
Le stesse signore per bene sono poi prontissime a denigrare la Scuola perché non abbastanza selettiva. Quindi il maestro se boccia sbaglia, ma se promuove e' causa di tutti i mali del paese.
E la meritocrazia dove la mettiamo?
In Italia non c'è da nessuna parte, proprio a Scuola la volete mettere? Ebbene sí, la vogliono mettere li.
Generazioni di notai che si scambiano la carica di padre in figlio e politici che fanno nominare mogli, mariti ed amichette, non scandalizzano quanto l'insegnante che lascia promuovere il delinquente che gli ha tagliato le gomme dell'auto.
Ecco che l'indice della società si abbatte su di voi spietato. Gli sprechi, la mancanza di meritocrazia ed anche l'evasione fiscale. Infine abbiamo trovati i colpevoli.
Eh no direte, anche l'evasione fiscale, no.
Ed invece si miei cari. Avete dimenticato quando pagavate migliaia di euro per frequentare una Scuola di specializzazione rivelatasi utile come una macchina per affilare il burro? Vi ricordate come pagavate la retta? Le serate infinite a dare ripetizione per dei miseri 10-14 euro l'ora.
Voi non ci crederete ma i 100 miliardi di evasione in Italia vengono da li. Non dalle scatole cinesi con sedi alle Cayman, ne dalle cliniche che fatturano come robivecchi, neanche dall'attività della Mafia. Tutto dipende dalle lezioni private non dichiarate. La crisi viene da lì.
Per questo gli insegnanti meritano ogni sorta di punizione ed umiliazione la fantasia dei ministri possa immaginarsi.
Soprattutto se sono giovani, specialmente se sono preparati, particolarmente se si tratta di donne.
“Lavorare in meno, lavorare gratis” questo e' il motto alla base di qualsiasi riforma stia per esservi propinata.

http://alwaysinfun.blogspot.nl/2012/06/funny-teacher_14.html

Verificato e corretto da Vera maestra italiana